{"id":47,"date":"2025-05-12T14:13:42","date_gmt":"2025-05-12T14:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/?p=47"},"modified":"2025-05-12T14:21:31","modified_gmt":"2025-05-12T14:21:31","slug":"la-lucania-arcaica-pre-romana-miti-popoli-e-paesaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/uncategorized\/la-lucania-arcaica-pre-romana-miti-popoli-e-paesaggi\/","title":{"rendered":"La Lucania arcaica pre-romana: miti, popoli e paesaggi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_48\" aria-describedby=\"caption-attachment-48\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-48 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Lucania-Antica-300x213.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Lucania-Antica-300x213.png 300w, https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Lucania-Antica-768x546.png 768w, https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Lucania-Antica.png 911w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-48\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: arial black, sans-serif; font-size: 10pt;\">I confini dell&#8217;antica Lucania<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">La Lucania antica \u2013 corrispondente all\u2019odierna Basilicata \u2013 si presenta come un paesaggio di colline piene di storia. Ai piedi dei Sassi di Matera, all\u2019ora del tramonto, le prime luci disegnano nella pietra il profilo di un mondo ormai remoto. Queste valli e alture conservarono il segreto di genti antiche; i loro miti e leggende sopravvivono nel silenzio delle pietre.\u00a0 Abitate sin dall\u2019et\u00e0 del Bronzo, le terre lucane videro susseguirsi popoli autoctoni \u2013 oggi chiamati genericamente \u201cEnotri\u201d \u2013 che secondo la tradizione tramandano legami mitici con l\u2019Arcadia greca: alcuni autori antichi dicono che venissero da <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Enotro\">Enotro<\/a>, figlio di Licaone di Arcadia. In epoca storica questi stabili agricoltori ed allevatori, circondati da boschi sacri e sorgenti magiche, dominarono internamente un vasto territorio che i Greci avrebbero in seguito chiamato \u201c<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Enotria\"><strong>Enotria<\/strong><\/a>\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1185\" data-end=\"2076\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Fu probabilmente nel II millennio a.C. che le etnie proto-italiche penetrarono nel Sud d\u2019Italia. Tra queste, gli <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Enotri\"><strong data-start=\"1298\" data-end=\"1308\">Enotri<\/strong><\/a> costituirono la componente pi\u00f9 antica e numerosa. Abitavano un\u2019area vastissima \u2013 dalle colline del Cilento fino alla Calabria meridionale \u2013 in una terra ricca di vigne e olivi, tanto che il loro nome (\u039f\u1f30\u03bd\u03c9\u03c4\u03c1\u03bf\u03af in greco) sembra derivi proprio da <em data-start=\"1591\" data-end=\"1598\">oinos<\/em>, \u201cvino\u201d Nel mito, si tramanda che il re <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Italo_(mitologia)\"><strong data-start=\"1677\" data-end=\"1686\">Italo<\/strong><\/a> (Italus) ebbe il merito di civilizzare gli Enotri: impose loro leggi, li fece stanziali e mut\u00f2 il nome della gente in \u201cItali\u201d, da cui forse deriva quello del nostro paese. Un altro frammento di leggenda vuole che Enotria fosse popolata da Enotro, fuggito dall\u2019Arcadia, da cui l\u2019intera regione prese l\u2019antico nome<span class=\"ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]\"><span class=\"relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center\"><span class=\"flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden\"><span class=\"max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center\">.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2078\" data-end=\"3081\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Accanto agli Enotri vivevano popolazioni affini e misteriose: i <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Choni\"><strong data-start=\"2142\" data-end=\"2151\">Choni<\/strong><\/a> \u2013 detti anche Caoni \u2013 abitavano la fascia costiera della Calabria ionica, tra Metaponto e Crotone. Questi avevano usanze culturali simili ai vicini dell\u2019Apulia (popolo degli Iapigi), come rivelano le tombe con defunti rannicchiati in posizione fetale. I Greci distinguevano vari gruppi \u201citalici\u201d interni chiamandoli generici \u201cEnotri\u201d: tra loro erano compresi anche i Morgeti e i Siculi (quest\u2019ultimi migrati poi in Sicilia). Pochissime fonti scritte parlano di queste stirpi pre-elleniche, ma a giudicare dagli scavi archeologici essi coltivavano orzo, grano e viti, allevavano bestiame e fecero largo uso di carri da trasporto e aratri. L\u2019intero popolo appariva in certo modo omogeneo nella lingua, nella religiosit\u00e0 e nella struttura sociale, pi\u00f9 che non nei molti stemmi etnici citati dalle fonti grecizzanti.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_49\" aria-describedby=\"caption-attachment-49\" style=\"width: 202px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-49 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Tabula-Bantina-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Tabula-Bantina-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Tabula-Bantina.jpg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-49\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: arial black, sans-serif; font-size: 10pt;\">La &#8220;Tabula Bantina&#8221;<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p data-start=\"2078\" data-end=\"3081\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">I popoli arcaici della Lucania parlavano lingue indoeuropee del gruppo osco-sabellico. In particolare, il dialetto locale si evolver\u00e0 poi nella variet\u00e0 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_osca\"><strong data-start=\"3275\" data-end=\"3283\">osca<\/strong><\/a> propria dei Lucani e dei loro vicini sanniti. Prove tangibili di queste lingue sopravvivono nelle iscrizioni rinvenute. Per esempio, i Lucani lasciaono un\u2019ottantina di brevi documenti scritti in osco: curiosamente <em data-start=\"3537\" data-end=\"3550\">quasi tutte<\/em> sono redatte con caratteri alfabetici di origine greca, non latina, tranne pochi casi isolati (come una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tabula_Bantina\">tavoletta<\/a> trovata a Banzie) scritti in alfabeto latino. Ci\u00f2 testimonia un lungo contatto con la cultura greca prima ancora dell\u2019assoggettamento romano. D\u2019altra parte, gli Enotri pi\u00f9 antichi usarono senza dubbio lingue simili (un tempo dette \u201cproto-osche\u201d) \u2013 le iscrizioni ritrovate nelle loro zone confermano il loro idioma italico. Con l\u2019arrivo dei Greci e poi dei Romani, la lingua oscillante venne influenzata: entrarono prestiti dal greco (es. termini religiosi, toponimi) e pi\u00f9 tardi dall\u2019osco-latino. In sintesi, la Lucania arcaica rappresenta un autentico crocevia linguistico tra il mondo indigeno \u201cotosabellico\u201d e l\u2019alfabeto greco degli immigrati ellenici<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4510\" data-end=\"5132\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">La societ\u00e0 lucana arcaica era organizzata in piccole comunit\u00e0 tribali aggrappate alle valli e alle montagne. Non esistevano grandi stati centralizzati, ma piuttosto \u00ab<em><strong>comunit\u00e0 indipendenti che si univano sotto un comando unico in caso di pericolo<\/strong><\/em>\u00bb. Il villaggio \u2013 spesso posto su alture difendibili \u2013 era l\u2019unit\u00e0 base: centinaia di abitanti legati tra loro da legami di sangue e alleanze claniche convivono in un agglomerato sparso. In tempo di pace ogni comunit\u00e0 seguiva i propri capitrib\u00f9 e capi militari, in tempo di guerra invece venivano selezionati <strong><em data-start=\"5103\" data-end=\"5114\">strategos<\/em><\/strong> o re temporanei.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"5134\" data-end=\"6226\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Un esempio del valore guerriero delle genti lucane ci viene dalle pitture tombali: in questa iconografia funeraria (Paestum, IV secolo a.C.) un nobile lucano a cavallo riceve una libagione. L\u2019affresco celebra il ruolo eminente dei cavalieri nella vita tribale, la loro armatura fiammante e la corona di palma come insegna di vittoria. I <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-50 alignleft\" src=\"http:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senza-titolo-300x250.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senza-titolo-300x250.png 300w, https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senza-titolo-768x639.png 768w, https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Senza-titolo.png 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Lucani padroneggiavano l\u2019arte della guerra: non a caso spesso si arruolavano come mercenari nelle guerre italiche e persino al soldo di Tirteo o di siracusani, portando con s\u00e9 cavalli e asce a mano. Pur mancando testimonianze scritte autoctone su istituzioni civili, sappiamo che i capi trib\u00f9 partecipavano a consigli di guerra e assemblee rituali; la giustizia interna era amministrata da anziani o sacerdoti con pieni poteri su clan e greggi. L\u2019immagine allegata ci ricorda come la forza di un popolo arcaico fosse suggellata dal guerriero sul suo destriero: era il guerriero, con il suo coraggio, a garantire la continuit\u00e0 della trib\u00f9<span class=\"\" data-state=\"closed\"><span class=\"ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]\"><span class=\"relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center\"><span class=\"flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden\"><span class=\"max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center\">.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"6257\" data-end=\"7224\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">La dimensione sacra permeava ogni aspetto della vita lucana. Le genti autoctone veneravano divinit\u00e0 legate a boschi, sorgenti e montagne. In particolare, nelle profondit\u00e0 delle Dolomiti lucane veneravano <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mefite\"><em data-start=\"6461\" data-end=\"6471\">Mephitis<\/em><\/a>, regina delle acque fumanti e del sottosuolo: il suo <a href=\"https:\/\/basilicatamedia.it\/rubriche\/il-santuario-della-dea-mefite\/\">santuario<\/a>,presso l\u2019attuale Vaglio, era meta di pellegrini da ogni parte della Lucania. Questa dea era \u00abcolei che fuma nel mezzo\u00bb, protettrice dei vapori malefici della terra; oggi ne resta solo qualche resto di altare e colonnato immerso in una querceta, dove l\u2019acqua sulfurea delle sorgenti sanatrici fluiva sacra. In generale la dea Mefite era invocata per la fertilit\u00e0 dei campi e delle donne, come attestano lapidi in osco dedicate a lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"7226\" data-end=\"8198\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Accanto ai culti indigeni, la Magna Grecia port\u00f2 i suoi dei classici sulle coste lucane. Templi di Artemide e Apollo sorgevano nelle colonie greche (per esempio a Sibari, Heraclea e Metaponto) e fungevano da snodi religiosi e culturali. In occidente (e sul Tirreno) venivano onorati Zeus (Giove) e Atena, mentre sulla costa ionica dominavano Era (Hera) e Demetra. I lucani adottarono molti riti ellenici, a cominciare dal culto oracolare (il santuario di Apollo a Siris era celebre) e dalle feste agricole. Va ricordato che i luoghi di culto erano anche centri di incontro commerciale e politico: i cittadini si riunivano nei santuari per pregare, risolvere controversie tribali e stringere alleanze. Nel complesso, la religione lucana mescolava animismo autoctono e paganesimo greco, dando vita a un pantheon sincretico (per esempio Artemide era spesso associata a divinit\u00e0 locali dei boschi.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"8222\" data-end=\"9326\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">La Lucania arcaica non fu un\u2019isola chiusa, ma parte di reti commerciali che toccavano il mondo italico e mediterraneo. Sui fiumi e lungo i tratturi dei pastori si incrociavano mercanti italici provenienti dalle regioni vicine: era intenso il commercio con i Sanniti e i Bruzi a nord (scambio di cereali e bestiame) e con i Sanniti apuli a nord-est (metalli e artigianato). Sulle coste, i Lucani commerciavano con i Greci: la presenza di vasi attici e ceramiche a figure rosse nelle loro tombe indica scambi regolari. D\u2019altro canto, non mancarono gli scontri: le cronache greche ricordano che i rapporti con le colonie greche furono spesso \u201cdecisamente conflittuali\u201d. Gli Enotri preesistenti furono pi\u00f9 volte depredatori di villaggi ellenici, mentre le citt\u00e0 costiere combatterono guerre d\u2019interdizione: basti pensare che i Lucani conquistarono Poseidonia e minacciarono Siracusa e Taranto nel V\u2011IV sec. a.C.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"9328\" data-end=\"9855\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Pochi sono invece gli indizi di contatti con i marinai fenici: verosimilmente qualche mercante punico lamb\u00ec le coste tirreniche, portando oggetti di vetro colorato e pesi in piombo. Ma se i fenici ebbero minor incisivit\u00e0, la cultura lucana sapr\u00e0 assorbire le influenze pi\u00f9 decisive proprio dai Greci e dai Latini successivi. In definitiva, le rotte dell\u2019ossidiana, del ferro e del sale collegarono la Lucania ai suoi vicini, rendendo questo angolo montuoso dell\u2019Italia meridionale sorprendentemente cosmopolita per quell\u2019epoca.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_51\" aria-describedby=\"caption-attachment-51\" style=\"width: 244px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-51 size-medium\" src=\"http:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cavaliere-di-Armento-244x300.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cavaliere-di-Armento-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.lupiebriganti.it\/Lucania-da-scoprire\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Cavaliere-di-Armento.jpg 404w\" sizes=\"auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-51\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-family: arial black, sans-serif; font-size: 10pt;\">Il Cavaliere di Armento. Statuetta conservata presso il British Museum<\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"\" data-start=\"9905\" data-end=\"11073\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il VI\u2011V secolo a.C. fu l\u2019epoca aurea della Magna Grecia in Lucania. Ai Lucani, stanziati nell\u2019interno, si contrapposero sulle coste citt\u00e0 italo-greche fiorenti: Poseidonia (Paestum) a ovest, che ospitava i templi di Hera e Atena; a sud-est Metaponto, colonia achea famosa per il suo tempio delle <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tavole_Palatine\">Tavole Palatine<\/a>; e sempre sul golfo di Taranto Heraclea (fondata da sfuggiti dalla guerra di Troia) con la sua potentissima lega. Questi insediamenti portarono architettura ellenica e cultura classica: sono famosi i cortili porticati, le discese al mare in pietra e i grandi edifici di culto. Un esempio eloquente \u00e8 <strong data-start=\"10556\" data-end=\"10583\">il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Armento_Rider#:~:text=The%20Armento%20Rider%20is%20an,1\">Cavaliere di Armento<\/a><\/strong> \u2013 una statuetta in bronzo (circa 560\u2011550 a.C.) ritrovata in provincia di Potenza \u2013 che raffigura un guerriero ingrezito con elmo corinzio e giustacuore. Quest\u2019opera, custodita oggi al British Museum, \u00e8 considerata \u00abuna delle pi\u00f9 antiche dell\u2019arte della Magna Grecia\u00bb. Il suo stile, fintamente greco, riflette un clamoroso sincretismo culturale: gli artigiani italici adattano forme elleniche per un uso locale.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"11075\" data-end=\"12104\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">I coloni greci cambiarono profondamente l\u2019economia: crearono piantagioni di agrumi, vitigni intensivi e oliveti estesi; introdussero nuovi giochi sportivi e riti pubblici (tornei agonistici, festival di Demetra). Tuttavia, il loro dominio sulle popolazioni interne fu pi\u00f9 di facciata che reale. Gli stessi Lucani spesso li estesero con la forza: entro la fine del V sec. a.C. i Lucani conquistarono Poseidonia (rinominata \u201cPaistom\u201d) e praticamente tutta la costa tirrenica fino al fiume Lao, lasciando come unica resistenza la citt\u00e0 di Elea (Velia). Insomma, le citt\u00e0 greche divennero enclavi di cultura, ma il grosso delle terre rimase nelle mani degli indigeni organizzati in popoli guerrieri. In questo crocevia di culture, l\u2019arte lucana fior\u00ec mescolando motivi greci e italici, le tombe si decorarono di pitture magnogreche, e le isole di culto divennero poli di incontro per credenze ortodosse e locali.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"12150\" data-end=\"13041\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel V secolo a.C. i Lucani (detti anche Lucani o Loukani) fecero irruzione in questa scena. Antichi storici (come Polieno) li definiscono di stirpe osca, un ramo meridionale dei Sanniti. Essi migrarono nelle valli interne della Lucania all\u2019inizio del secolo, insediandosi tra i fiumi Sele, Bradano, Lao e Crati \u2013 territori fino ad allora genericamente chiamati Enotria. In breve tempo ribattezzarono l\u2019intera regione \u00abLucania\u00bb, dal nome delle loro trib\u00f9. Organizzati in molti <strong data-start=\"12704\" data-end=\"12724\">popoli-guerrieri<\/strong> indipendenti, i Lucani abilmente si insediarono nei vuoti lasciati dai morenti Enotri. Tra il V e il IV a.C. conquistarono gran parte della costa: ebbero ragione di Poseidonia (Paestum) e delle altre citt\u00e0 tife, spingendosi fino alle pendici settentrionali dell\u2019istmo Calabro.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"13043\" data-end=\"13707\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel IV secolo i Lucani puntarono ancora pi\u00f9 a sud: nel 390 a.C., alleati con Dionisio I di Siracusa, marciarono contro le colonie rivali della Magna Grecia. In queste guerre distrussero i resti di Sibari e fondarono societ\u00e0 di pastori in Calabria interna, ma poi dovettero cedere all\u2019assedio greco di Taranto (che chiamarono <em data-start=\"13368\" data-end=\"13375\">Taras<\/em>), protetto da spartani. Fu una vita di tensioni perpetue con i vicini: storiografi antichi notano come i Lucani si comportarono da veri dominatori regionali, tutt\u2019altro che amici dei Greci. Ad ogni modo, i Lucani divennero il popolo egemone dell\u2019area.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"13709\" data-end=\"14738\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tuttavia, la storia volle poi che proprio questi fieri italici entrassero in contatto fatale con Roma. Nel 298 a.C. stipularono un\u2019alleanza con i Romani contro i Sanniti, ma ben presto cambiarono fronte durante le guerre del re pirro. Dopo il 272 a.C. Roma inflisse loro la sottomissione definitiva. Nella Seconda Guerra Punica i Lucani si divisero: alcuni appoggiarono Annibale, altri rimasero fedeli a Roma. La loro terra fu devastata due volte, e <strong data-start=\"14198\" data-end=\"14205\">non<\/strong> si riprese pi\u00f9: dopo il conflitto annibalico e le guerre sociali la Lucania era una regione povera e disabitata. In questo sanguinoso tramonto, l\u2019antica popolazione si mescol\u00f2 con i nuovi coloni e spar\u00ec progressivamente, lasciando come unico ricordo toponimi e tradizioni. L\u2019epoca arcaica dei Lucani si concluse cos\u00ec sotto il giogo romano, ma il loro nome (e quello della regione) rimase vivo nei secoli successivi.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"14771\" data-end=\"15788\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tra le pieghe leggendarie di questi secoli arcaici spiccano pochi eroi e re mitici. Al di fuori di raccolte cronachistiche posteriori, l\u2019unico \u201cpersonaggio\u201d tipicamente lucano menzionato da fonti antiche \u00e8 lo stesso <em data-start=\"14987\" data-end=\"14995\">Italus<\/em> (Italo) degli Enotri, di cui abbiamo parlato: in Platone e Aristotele compare come re saggio che diede il nome al popolo degli Itali. A lui si affiancano figure puramente mitologiche: il re <em data-start=\"15225\" data-end=\"15234\">Oenotro<\/em> gi\u00e0 citato, oppure i tre fratelli storici <em data-start=\"15277\" data-end=\"15301\">Itali, Morgete, Siculo<\/em> da cui secondo la leggenda derivarono tanti popoli. Pi\u00f9 tardi, nella memoria popolare brillarono personaggi ellenici collegati alla Lucania come Delfino di Siracusa o il caduto Pythagoras di Crotone, ma questi non erano lucani d\u2019origine. Infine va ricordato che anche i Romani trovarono illustri re lucani nei loro annali: ad esempio Varrone parla del valoroso re <strong data-start=\"15666\" data-end=\"15677\">Diodoto<\/strong> (II secolo a.C.) che combatt\u00e9 con tutti i suoi mezzi contro Roma, divenendo leggendario per il popolo lucano.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"15790\" data-end=\"16254\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Quindi, al di l\u00e0 delle poche testimonianze scritte, la Lucania arcaica vive ancora soprattutto nelle storie tramandate oralmente e nei miti regionali. Ancora oggi, i paesaggi lucani \u2013 con i loro borghi arroccati e le rovine greche \u2013 sembrano sospesi in un\u2019aura di favola antica. In queste terre si gridano ancora leggende di draghi, spiriti delle acque ed eroi dimenticati, retaggio dell\u2019anima arcaica di un popolo che ha cessato di esistere ma non di raccontarsi.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"16293\" data-end=\"17441\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019ultima eredit\u00e0 della Lucania pre-romana ci resta sotto forma di reperti e monumenti: straordinari giacimenti archeologici che raccontano una millenaria continuit\u00e0 culturale. Nei siti di Metaponto e Heraclea si vedono ancora i basamenti dei templi dorici del VI\u2013V secolo a.C., testimoni dell\u2019antica struttura urbana greca. Grotticelle preistoriche, ceramiche enfitte di stile omerico, necropoli di tombe a camera e a fossa tappezzate di danze mitiche sono sparse su tutto il territorio. Musei di Potenza, Matera e Melfi conservano vasi attici, stele funerarie incise in osco e statue italiche: tra queste spicca il frammento in bronzo di una Dea Mefite dal santuario di Rossano di Vaglio. Innumerevoli sono i villaggi rupestri e i castelli medievali edificati su precedenti siti lucani: per esempio nel comune di San Chirico Nuovo \u00e8 stato scoperto un insediamento di Serra Cugno Notaro abitato ininterrottamente dall\u2019VIII secolo a.C. fino al Medioevo. Ci\u00f2 conferma come la presenza umana in Lucania fosse continua e stratificata.<\/span><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"17443\" data-end=\"18243\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: georgia, palatino, serif;\">Anche la lingua e le tradizioni popolari respirano ancora l\u2019antico passato. Soprattutto nei dialetti montani della Lucania si intrecciano vocaboli oschi e latini (in certi canti popolari cantilene di origine osca sopravvivono), e nei riti festivi si ritrovano reminiscenze antichissime. Matera stessa, sorta sulle rovine di antichi villaggi, \u00e8 diventata patrimonio dell\u2019umanit\u00e0: le sue case grotta \u2013 testimoni di una vita rupestre plurisecolare \u2013 sono per molti versi l\u2019ultimo riflesso dei popoli di valle che abitavano queste stesse pietre in epoca arcaica. Oggi la parola \u201cLucania\u201d \u00e8 divenuta simbolica e viene usata solo occasionalmente, ma a ogni tramonto sui calanchi si ha quasi l\u2019impressione che riecheggino voci di un passato vissuto, di un popolo guerriero devoto alla terra e alle leggende.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Lucania antica \u2013 corrispondente all\u2019odierna Basilicata \u2013 si presenta come un paesaggio di colline piene di storia. Ai piedi dei Sassi di Matera, all\u2019ora del tramonto, le prime luci disegnano nella pietra il profilo di un mondo ormai remoto. 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