Sgranatore di Calendari
Tonino “Venti Minuti”
— Tonino, mentre addenta la frittata fredda sul piazzale della stazione di Castel Lagopesole
Chi diavolo è
Tonino non è un pendolare qualsiasi: è una leggenda metropolitana in carne, ossa e bile. Deve il suo soprannome alla proverbiale illusione ottica dei display di stazione lucani, dove qualsiasi disastro ferroviario comincia sempre con l’innocua scritta “Ritardo: +20 min”. Venti minuti che poi raddoppiano, triplicano, finché la voce metallica annuncia il trasbordo sul solito bus sostitutivo cigolante con la frizione andata.
Di base Tonino è un filosofo zen: affronta la vita con la rassegnazione millenaria dei popoli appenninici. Ma ha una soglia di rottura precisissima. Quando l’altoparlante gracchia la soppressione, in lui si attiva una metamorfosi mistica: tira fuori il suo “breviario” mentale e parte una scarica liturgica che fa scendere l’intero firmamento a rate, dedicando il ritornello finale sempre a lui, l’innominabile e onnipresente Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità.
Kit di Sopravvivenza & Pratiche Devozionali
Status: Fermo al bivio con le quattro frecce accese
