Cari Red-pinguini, ormai i paletti della decenza politica, oltre che umana, si stanno spostando verso frontiere inimmaginabili
Da Roma arriva l’ennesimo capolavoro teatrale a reti unificate, recitato a due voci da chi la realtà non la vede manco col binocolo. Da un lato abbiamo Matteo Salvini che annuncia, con quel piglio da generale da divano, l’arrivo a Milano di cinquecento paracadutisti della Folgore muniti di blindati Lince e droni da guerra per presidiare stazioni e piazze (un po come si fa in altre parti del mondo… ma non lo diciamo… senno’ il governo si incazza). Dall’altro lato siede il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale, davanti al collasso totale degli istituti penitenziari minorili dopo le retate dell’ultimo fine settimana, se ne esce con la trovata del secolo: allarghiamo le carceri minorili, oppure infiliamo i ragazzini dentro i reparti svuotati delle carceri per adulti.
Verrebbe da da dire ma ci sono o ci fanno? (no no… si sono proprio e ci fanno anche)
Io guardo questo spettacolo indecente da qui, dalla Basilicata profonda. Una regione dove per fare cinquanta chilometri in treno ci metti mezza giornata se una frana non si porta via i binari, dove le guardie mediche (oltre che i medici di base) chiudono per mancanza di personale e dove i giovani scappano perché non c’è straccio di futuro se non piegare la schiena davanti al politico locale di turno. E cosa produce la mente raffinata dei nostri governanti per risolvere il disagio sociale delle periferie? I blindati da combattimento dell’esercito nei viali e le sbarre d’acciaio per i quattordicenni.
È come trovarsi con un lavandino intasato che rigurgita melma perché i tubi sono ostruiti e decidere di risolvere la cosa montando una bacinella enorme sotto lo scarico, piazzando uno straccio umido sulla soglia e gridando che l’emergenza è rientrata. L’acqua continua a salire e i tubi marciano, ma dal pianerottolo la puzza sembra quasi sotto controllo.
Ecco la ricetta magica del Palazzo. Nessuna idea sulla scuola, nessun investimento per togliere la manovalanza di mezzo alla strada, nessun piano per un carovita che sta stritolando le famiglie operaie e la gente comune. Zero. La povertà e la rabbia non si curano con i servizi o con l’ascolto sul territorio, cose che richiederebbero fatica e scarpe consumate sull’asfalto. No, si risponde con la militarizzazione urbana. Blindati Lince progettati per resistere agli ordigni sulle piste polverose del Medio Oriente usati per fare la ronda tra i negozi della Madonnina. Cosi’ salvaguardiamo pure il pierminchia della situazione che sbraita contro i manifestanti che gli impediscono di comprare l’ultimo foulard di dolce & gabbana… E per i ragazzini sbandati, spesso usati come carne da macello o persi dietro la noia dei social, la soluzione illuminata del Guardasigilli liberale è aprire nuove celle. Magari ricavate a ridosso dei penitenziari dei grandi, così da garantire loro una splendida laurea breve in criminalità organizzata a spese dei contribuenti.
È la solita commedia dell’assurdo. Quando chi comanda si chiude dentro i palazzi dorati e perde completamente il contatto con la strada, l’unico linguaggio che gli rimane in tasca è la prova muscolare. Fanno la faccia feroce a favore di telecamera, sventolano il pugno di ferro per rassicurare il ceto medio spaventato dal telegiornale della sera, e intanto il paese reale cade a pezzi sotto i loro piedi. Destra, centro o sinistra non fa differenza: cambia solo la scenografia, ma la distanza siderale dalle persone resta identica.
Fra l’altro non ho sentito nulla circa chi ha convinto i ragazzini a sfondare per rubare la maglietta firmata o le scarpette della Nike tramite messaggi su Tik-Tok e nemmeno una parola sulle attivita’ fallimentari(nate gia inutili) per risolvere li problemi alla Barona o in qualche altra “banlieue” milanese
Noi lucani questa storia la conosciamo a memoria da oltre un secolo e mezzo. Quando lo Stato non sa portare lavoro, strade decenti, treni e dignità, manda i soldati a fare la voce grossa per reprimere il malcontento. Allora ci chiamavano briganti, oggi chiamano i ragazzini maranza o estremisti, ma la toppa burocratica è sempre la stessa: blindare le città e buttare la chiave delle galere. Una scorciatoia ipocrita per non ammettere il fallimento totale di una classe dirigente incapace di governare la complessità.
Insomma, cari Red-pinguini, se per gestire quattrocento adolescenti infuriati e qualche vetrina rotta servono i parà con i blindati da guerra e un’espansione edilizia dei penitenziari minorili, forse la prossima volta per le buche sulla Basentana manderanno direttamente i caccia bombardieri oppure gli elicotteri promessi dal Generalissimo Bardi ai lucani.
Ciauz e alla prossima