Cari Red-pinguini, ci siamo ricascati. Con tutte le scarpe e la cravatta della domenica.Mentre noialtri qua giù bestemmiamo dietro alle solite frane sulla Basentana, ai convogli lumaca a binario unico e ai rubinetti che d’estate sputano aria e dopo la figuraccia “informatica” dei server in salsa lucana, nei salotti buoni di Roma hanno decretato che il nostro destino si salva solo col mini-atomo da comodino.
Come hanno sbandierato tronfi in queste ore Euronews e Metropolitano.it, la Camera ha calato la pietra tombale: ok definitivo alla delega sul nucleare cosiddetto sostenibile. Una legge vuota, una cambiale in bianco per far finta di tornare agli anni Ottanta ma con la vernice ecologica.
Giorgia Meloni è corsa subito su Agenparl a parlare alla nazione: l’Italia riapre la partita, siamo pionieri, sovranità energetica a portata di mano. Poi arrivano loro, i padroni del vapore di Confindustria, con le dichiarazioni fotocopia: svolta storica, competitività per le fabbriche, festa grande. Quando sento gli industriali applaudire a scena aperta a una manovra a debito pubblico differito, io mi tocco. Dalle nostre parti la lezione brucia ancora: a Roma brindano ai grandi piani strategici, a noi lasciano le scorie, i tubi arrugginiti e manco un posto di lavoro.
La leggevi e ti mettevi l’anima in pace: il novanta per cento dei progetti occidentali sta ancora fermo nelle cartelline dei professori o nei rendering 3D da far vedere agli azionisti. Quelli veri, allacciati alla rete a scaldare l’acqua, si contano sulle dita di una mano: una baracca galleggiante in Siberia e un paio di reattori sperimentali cinesi
. Punto. Tutto qui.I pallini colorati li lasciano lì a fare colore, ma tolgono il testo che spiegava cosa significassero
. Poi ribattezzano l’immagine: i progetti SMR attivi nel mondo. Attivi. Una parola criminale buttata lì apposta. Il deputato pigro e il cittadino che guarda distrutto il cellulare vedono quella carta e pensano: perbacco, il pianeta è pieno zeppo di micro-centrali pronte da montare, ne ordiniamo quattro su Amazon e risolviamo la bolletta. Follia pura.Una truffa da ufficio stampa di quart’ordine spacciata per atto parlamentare
.Peccato che se ti metti a spulciare i dettagli veri, come ha provato a fare La Repubblica leggendo i costi e i tempi del dossier, il primo scatolotto funzionante in Italia non arriverà prima del 2035. Se tutto va bene. Nel nostro Paese, significa direttamente il 2045. Il PNIEC 2024, citato a pagina quattordici del dossier, ammette candidamente che fino al 2030 il nucleare non tocca palla, relegato a una stima teorica al 2050 che se va di lusso coprirà un misero undici per cento della baracca. E il Politecnico di Milano, con il rapporto Nuclear Outlook citato a pagina cinquanta, vi avvisa pure: prima del decennio 2040 non vedremo girare mezzo elettrone.
La Sogin dice senza vergogna che solo per finire le carte del Deposito Nazionale serviranno altri cinquantacinque mesi, tirando dritti a fine 2029 senza aver scavato un centimetro di terra
. Però nel disegno di legge, all’articolo tre, lettere f, h e i, il Governo ha blindato tutto: autorizzazioni indifferibili, urgenti, di pubblica utilità, che scavalcano d’ufficio i piani dei Comuni, con esproprio immediato dei terreni e dichiarazione di inamovibilità. Decidono loro a Roma, arrivano con le ruspe e zittiscono i sindaci.Sardegna, Toscana e Umbria hanno avuto il fegato di votare contro in Conferenza Unificata, come certifica pagina trentatré del dossier
. Bardi no. Bardi fa il pesce in barile. Tace, aspettando gli ordini di scuderia per fare il passacarte quando ci manderanno la mappa con le crocette rosse sopra le nostre colline.Forse si è scordato il novembre del 2003 a Scanzano Jonico, quando centomila lucani scesero sui binari e sulle statali a bloccare l’Italia intera per cacciare il decreto del governo amico sulle scorie nucleari
. Quel silenzio oggi puzza di svendita di una regione già trasformata in colabrodo per il petrolio e per il gas che arricchiscono gli altri lasciando a noi le briciole.Milioni nostri per pagare influencer, spot caramellati e grafici senza legenda, per convincerci che tenersi il nocciolo radioattivo dietro il pollaio fa bene alla salute e sa di futuro
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