Ormai e’ virale l’immagine del gabbiano sul tetto della cappella sistina, proposto in tante salse, anche letteralmente, che per ridere un po’ ho immaginato l’elezione di Gabbianus I°…
“Habemus Gabbianum!”
Nel cielo di Roma, una folla di piccioni osservava perplessa. Quel giorno, sulla cima della Basilica di San Pietro, accadde qualcosa di straordinario: non una fumata bianca, ma una nuvola di piume e un suono inconfondibile:
“SQUAAAK!”
Dopo secoli di attesa, finalmente anche il popolo dei gabbiani aveva il suo rappresentante supremo.
Il conclave degli uccelli, tenutosi segretamente su un faraglione a picco sul mare, aveva eletto Gabbianus I, un anziano e saggio gabbiano noto per la sua arte del volo, la sua predica del pesce fresco e il suo amore per la pace tra specie.
Apparve sul balcone vaticano tra l’eco delle onde e i flash dei telefonini:
– “Fratelli e sorelle, dal molo di Ostia a tutti voi: portate più pane, meno plastica.”
Fece subito le sue prime riforme:
-
Obligo di silenzio in spiaggia tra le 13 e le 15 (ora sacra del riposo).
-
Divieto di lanciare patatine senza prima benedirle.
-
Una giornata mondiale del mare ogni lunedì.
E il suo motto fu inciso su ogni boa del Mediterraneo:
“Volare alto, gridare forte, pescare giusto.”
Da quel giorno, ogni gabbiano che sorvola il Tevere porta con sé una benedizione speciale… e forse anche un po’ del tuo panino.
Ciauz Red-Pinguini… ridiamoci un po su…