Cari Red-Pinguini…Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di un cittadino lucano indirizzata all’Assessorato alla Sanità della Regione Basilicata e alla Direzione Generale dell’ASP di Potenza il 10/12/2025
Riteniamo giusto darle spazio: racconta una vicenda talmente surreale da sembrare una barzelletta, e invece è ordinaria amministrazione.
Questa, se qualcuno ancora pensa il contrario, e’ la dimostrazione di quanto siamo “sudditi” e non cittadini…
La lettera…
Alla C.A Direttore Generale
direzione.generale@aspbasilicata.itAlla C.A. Direttore Sanitario
direzione.sanitaria@aspbasilicata.ite p.c. Assessore Sanita’ della Regione Basilicata
ass.sanita@cert.regione.basilicata.it
Buongiorno, questa mail per segnalare quanto accaduto oggi
Il mese scorso mi reco al centro vaccinale in via della fisica per richiedere la prenotazione per una vaccinazione (ne dovrei fare diverse ma il medico mi dice di fare la primae poi procedere con le altre) e vengo prenotato per le 15.30 di oggi.
Arrivo alle 14.50 e chiedo, alla persona all’ingresso a piano terra, dovendo fare una vaccinazione, se posso andare al centro vaccinale. Mi viene detto che posso salire e al momento nella sala d’attesa, al piano 1, non c’e’ nessuno.
Intanto, intorno alle 15, arrivano una decina di persone che, a quanto pare, invece erano state fatte accomodare al piano terra.
Nel frattempo ancora nessuno che possa indicarci come organizzarci. siamo tutti prenotati per le 15.30… Ottimo!
Cerchiamo di capire se c’e un eliminacode, se si verra’ chiamati con un ordine… nessuno sa…
Nel frattempo passa una guardia giurata alla quale chiediamo lumi… anche questo alza le mani e va via…
Arriva la dottoressa ed entra quindi chiediamo ad un signore che si affaccia dall’interno, che non aveva nessuna divisa, quindi non sappiamo se e’ un medico, un sanitario e qualcuno passato li per caso, come ci saremmo dovuti organizzare e lui ci dice che dobbiamo andare all’ingresso a farci dare il numerino… (ovviamente chi aspettava al piano terra dice che il signore all’ingresso non ha dato nessun numerino…) quindi scendiamo dal signore all’ingresso che, giustamente, casca dalle nuvole, dicendo che al centro vaccinale non e’ previsto nessun numerino…
Torniamo su, quindi busso per chiedere informazioni… l’infermiera ci dice’ che normalmente li fanno i bambini e al piano terra gli adulti (nessuno ci ha detto nulla circa questa suddivisione che avrebbe anche un senso) e che oggi si faceva tutto li perche’ non c’e’ personale…
Chiedo a questo punto come verremo chiamati visto che ormai chi stava al piano terra conosceva un minimo di ordine ma chi invece, come me, era stato mandato su di questo ordine non sapeva nulla a magari erano arrivate altre persone nel frattempo.
Ci viene risposto “organizzatevi tra voi”… a quel punto ho detto “vabbe allora il mio nominativo potete toglierlo dalla lista” e sono andato via.Io sono un paziente trapiantato e giro per ospedali e asp da anni ma davvero una situazione del genere e’ al limite del ridicolo…
E’ cosi’ difficile stampare 1 (dico UNO!) foglio A4 con due numerini in croce?
E’ possibile che da un piano all’altro fare in modo che ci si parli e si organizzi?
Si puo’ creare un elenco, anche a penna con l’ordine di prenotazione???
E’ cosi’ difficile farlo???Capisco che ognuno ha il suo ambito di lavoro ma oggi si e’ assistito alla classica scenetta delle 3 scimmie… non vedo, non sento, non parlo.
Continuiamo a comunicare al mondo che qui va tutto bene… invece ormai la Basilicata e’ diventata una regione morta, e il modo di come viene gestita la sanita’, non come personale sanitario che so ogni giorno impegnarsi al 110%, e’ la cartina tornasole.
La saluto
…Via della Fisica: il nome promette ordine, precisione, causa ed effetto.
Peccato che, entrando al centro vaccinale di Potenza, queste leggi saltino allegramente in aria per lasciare spazio al principio di indeterminazione amministrativa: un luogo dove tutto è contemporaneamente organizzato e caotico, fino a quando un cittadino non apre la porta.
Il nostro lettore – trapiantato, quindi persona a rischio e con diritto a un minimo di attenzione– ha semplicemente chiesto di vaccinarsi. Nulla di eroico: una prenotazione già fissata, un orario definito, un ingresso identificabile. E invece, come in un esperimento quantistico mal riuscito, si ritrova sospeso tra piano terra e primo piano, tra adulti e bambini, tra guardie che alzano le spalle e infermiere che invitano a “organizzarsi tra voi”.
Non una parola sui tempi, non una lista dei prenotati: solo lo sguardo perplesso di chi ha compreso che l’universo sanitario lucano obbedisce a leggi tutte sue, invisibili e insondabili.
Per anni, all’ingresso della struttura di via della Fisica troneggiava un totem elettronico. Bastava selezionare la voce “centro vaccinale” e, un miracolo moderno, spuntava un numerino. Quel piccolo rettangolo di carta rappresentava l’illusione di una società civile.
Oggi il totem non c’è più. In sua vece, compare un usciere dietro un vetro (forse antiproiettile, sicuramente anti-comunicazione). L’impiegato, incapsulato nel suo cubicolo, dispensa sorrisi a richiesta ma non numeri (almeno non per il centro vaccinale). Il progresso, in Basilicata, ha fatto un passo avanti e due indietro: siamo passati dall’automazione alla paleo-burocrazia.
Così, quando l’ignaro paziente chiede del numerino, l’usciere casca dalle nuvole. Lo stesso cielo di smarrimento gravita sopra il primo piano, dove il medico misterioso, privo di tesserino e forse di identità, consiglia di “andar giù a prenderlo”. Si potrebbe ridere, se non fosse tragico.
Risultato?
Due piani che non comunicano e una decina di persone che cercano di stabilire un ordine sociale dal nulla. Se fosse un reality show si chiamerebbe “Survivor – Edizione ASP Potenza”.
Per venire incontro all’evidente carenza strutturale della sanità lucana, il nostro blog propone una soluzione innovativa e totalmente autonoma.
Abbiamo creato il “File Word Ufficiale EliminaCode Basilicata™”, scaricabile gratuitamente da chiunque voglia contribuire all’ordine perduto.
Nel documento troverete 30 numerini da 1 a 30, ciascuno accompagnato da un aforisma motivazionale degno della situazione:
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“Aspetta e spera: qualcuno arriverà.”
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“Il numero non conta, tanto decidono a caso.”
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“Hai fatto il vaccino? No, ma ho la prenotazione!”
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“Ordine, caos e caffè freddo: la triade lucana.”
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“Più che eliminacode, è un codice eliminato.”
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“Hai resistito fino a qui: meriti una medaglia e un richiamo.”
Lo chiamiamo “soluzione di emergenza partecipata”: ognuno stampa il proprio numerino, se lo appende sulla giacca, e l’ASP può dire di aver digitalizzato le code, senza nemmeno tirare fuori un euro.
Al momento, nessuna risposta ufficiale è giunta all’autore della lettera, ma – diciamocelo – nessuno la aspettava davvero. Sarebbe stato un colpo di scena, quasi una fiction Rai.
L’assenza di riscontro è, paradossalmente, il comportamento più coerente in questo contesto.
Come dicono gli esperti: “Se non parli, non sbagli.” E infatti, dalle direzioni sanitarie, solo silenzio spaziale.
Questo piccolo episodio non è un caso isolato: è una fotografia nitida della quotidianità sanitaria.
Dipendenti spesso encomiabili, sì, ma lasciati soli in un sistema amministrativo talmente distorto che pare costruito per ostacolarsi da sé. Nessuno sa chi decide cosa; le comunicazioni tra piani – non metaforici, ma concreti – sono affidate a voci che risuonano nelle scale.
E nel frattempo, il cittadino-ripiego: si auto-organizza, rinuncia o si rassegna.
La Basilicata continua a “comunicare al mondo che va tutto bene”, come scrive l’autore della lettera. Ma quel “va tutto bene” ha assunto lo stesso tono di una barzelletta raccontata da chi non ride più.
Morale della favola:
quando il foglio A4 con due numerini diventa una frontiera tecnologica irraggiungibile, non resta che abbandonarsi all’ironia.
Perché qui, tra un piano e l’altro, tra un numerino assente e un vetro che separa, la sanità lucana non è soltanto un problema: è diventata un genere letterario.
Alla prossima Red-Pinguini… e se vi serve una vaccinazione a Potenza.. beh… Fate vobis… (magari il brodo di pollo della nonna e’ ancora la soluzione migliore invece di farsi il fegato amaro con questi qua…)