Benvenuti nell’epoca in cui il servizio pubblico diventa un esercizio di acrobazia per utenti disperati e Poste Italiane si trasforma nel paladino imbattibile del “tanto peggio, tanto meglio”, o meglio, del “tanto si chiude, tanto stai senza contante”.

Negli angoli soleggiati e selvaggi della provincia di Potenza – da Atella a Rapone, da Vietri al cuore pulsante del capoluogo – numerosi sportelli Postamat sono stati elegantemente messi a dormire da Poste Italiane ogni sera alle 19:00 , ma anche di giorno, fuori dall’orario di apertura dello sportello risulta senza contante. Il motivo? Ah, la sicurezza! Quella roba fragile che giustifica ogni azione ridicola e che, dicono i ben informati, rende impossibile tenere contante negli sportelli dopo l’orario d’ufficio per evitare i furti.

Dunque, caro cittadino, se passi la serata nel tuo paesello lucano e hai bisogno di qualche euro contante, beh… niente da fare. Gli “eroici” dirigenti di Poste Italiane hanno deciso che puoi sempre prelevare allo sportello durante l’orario di apertura (magari scordandoti di lavorare 8 ore al giorno) o usare il Postamat pagando una “modica” commissione di 1 euro. Ma aspetta, la chicca: se proprio vuoi, puoi agevolmente “controllare il tuo estratto conto” e anche di notte!!! . Fantastico, vero? Chissà se poi si potrà acquistare pane o medicine con l’estratto conto.

Niente da fare per i comuni rurali, niente da fare per gli anziani, niente da fare per chi non ha alternative bancarie: Poste Italiane ha di fatto interrotto un servizio pubblico essenziale. Nessuna banca, nella storia della finanza italiana, ha mai pensato di spegnere i bancomat di notte, lasciando gli utenti al buio e alle porte chiuse. Ma no, qui siamo sulla luna, dove la sicurezza si trasforma in un comodo alibi per tagliare servizi fondamentali.

Le proteste non sono mancate, con il consigliere provinciale Carmine Ferrone che ha presentato una mozione per stoppare questo scempio e pretende che Poste Italiane e le istituzioni trovino una soluzione che non imponga all’utenza la frustrazione di vedersi negata la possibilità di accedere ai propri soldi quando ne ha più bisogno. Intanto però, la realtà è questa: gli utenti vengono liquidati con un laconico “non si sa quando torneremo alla normalità”. Ah, la consolazione!

Poste Italiane dovrebbe forse ricordare che la sua missione è quella di servire il cittadino, non di farlo imprecare sotto la pioggia di un paese senza contanti. E se la sicurezza è davvero il problema, provino almeno a potenziare la videosorveglianza o mettere qualche guardia in più, invece di spegnere tutto come se il problema si risolvesse con un interruttore.

Nel frattempo, mentre i Postamat dormono di notte e la gente si accontenta di leggere estratti conto digitali, noi restiamo a domandarci: ma davvero questo è il futuro del servizio pubblico in Italia?

Gia la Basilicata ormai e’ terra di desolazione… prima erano i carabinieri e le poste i punti di riferimento… e le poste ormai ce le siamo giocate…

Alla prossima Red Pinguini… Ciauz!

Di Admin