Il 10 maggio 2024, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione per l’ingresso della Palestina come Stato membro a pieno titolo. Un gesto simbolico ma potente, in un momento in cui Gaza è ridotta a un cumulo di macerie e cadaveri. L’Italia? Si è astenuta.
Ancora una volta, il nostro governo ha deciso di non decidere, di non prendere posizione, di voltarsi dall’altra parte.
In poco più di sei mesi, a Gaza sono stati uccisi oltre 45.000 civili (ma il numero esatto e’ impossibile da quantificare), più della metà dei quali bambini. I palazzi sono crollati, gli ospedali sono diventati obitori, e l’acqua potabile è un ricordo. La comunità internazionale ha cominciato, pur timidamente, a usare la parola genocidio, ma l’Italia ha scelto la neutralità codarda, quella che protegge gli interessi geopolitici, le forniture energetiche e gli accordi con potenze complici.
L’astensione non è neutralità. È complicità passiva, è vigliaccheria diplomatica, è l’ammissione che i diritti umani valgono solo quando servono a legittimare la propria parte.
Ovviamente per Ucraina e Palestina Due Misure, Due Pesi
Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, giustamente l’Italia ha levato la voce. Armi, fondi, solidarietà, accoglienza. Il governo si è schierato subito e con decisione, parlando di “resistenza contro l’invasore”, di “violazioni del diritto internazionale”, di “crimini di guerra”. E aveva ragione.
Ma perché allora non si applica lo stesso metro alla Palestina?
Perché davanti a 45.000 morti palestinesi non c’è stata nemmeno una condanna ufficiale chiara del governo?
Perché il sangue versato a Gaza viene trattato come un effetto collaterale, mentre quello ucraino è sacro e meritevole di ogni aiuto?
La verità è che l’Italia, guidata da un governo che ama rivestirsi di sovranismo e proclami morali, si inginocchia quando si tratta di Israele. E non per un principio, ma per opportunismo.
L’astensione dell’Italia all’ONU è un atto di viltà politica, che non riflette la volontà di un popolo sempre più indignato dalle immagini che arrivano da Gaza. È un gesto che macchia irrimediabilmente la nostra credibilità internazionale e che ci colloca nel triste elenco degli Stati che, davanti a un massacro, hanno preferito l’ambiguità alla giustizia.
Oggi l’Italia avrebbe potuto stare dalla parte della Storia, dei diritti, della dignità umana. Ha scelto invece la zona grigia, dove si annidano i complici, i pavidi, gli ignavi.
E la Storia, quella vera, non dimenticherà.
Ciauz Red-pinguini…. va sempre peggio…