Pochi ricordano che in Basilicata il 6 giugno del 1985 si tenne il referendum sull’abolizione della scala mobile.
Si voto il 6 giugno e nella regione vinse  il si con 158.349 voti pari al 50,16% contro 157.380 voti ,49,84% del no.Voto il 69,57 degli aventi diritto.
A livello nazionale vinse il no per ripristino del meccanismo della contingenza  abolito dal governo Craxi con un decreto.

A determire il risultato elettorale di una luna battaglia elettorale e non solo furono le regioni del nord a partire dalla Lombardia.

Nelle Regioni del sud vinse il si.
si tratto di una lunga vicenda segnata dalla divisione e rottura dell’unità sindacale con Cisl e UIL schierate per la abolizione delle meccanismo della  contingenza che salvaguardava i salari gli stipendi e le pensioni dall’aumento del carovita e dell’inflazione.
La data del 1985 con il risultato del referendum segno in modo drammatico l’inizio di una fase ,portata avanti dal Governo Craxi, pieno di riforme e di misure contro le conquiste contrattuali degli anni settanta del lavoratori italiani e di delego lamentazione di norme e vincoli che aprirono la strada all’aggravante delle condizioni salariali,contrattuali con una forte incidenza sulla gestione del mercato del lavoro con l’inizio della precarizzazione e limitazione dei diritti.
Questa linea governativa e dei datori di lavoro e’ durata anni fino a sfociare dell’abolizione,da parte del Governo Renzi  di importanti norme dello Statuto del lavoratori ed il particolare sul tema dei licenziamenti ingiustificati e reintegro definitivamente monetizzati.
Le modifiche intervenute misero in discussione anche la natura dei contratti a termine,la loro durata,la quantità del salario e degli istituti che regolavano i rapporti di assunzione.
Il blocco dei salari e delle pensioni,la precarizzazione,l’uso selvaggio dei contratti a termini,le condizioni di sicurezza e di lavoro sono l’esito concreto della sconfitta nel referendum  e delle politiche perseguite successivamente e tutt’ora.
Si tratta di una vicenda che va ricordata anche in relazione allo svolgimento dei  prossimi referrndun di giugno che sostanziamente tendono a recuperare diritti contrattual e di legge per migliorare la condizione del lavori,del salario e dei contratti  e per la civiltà dell’integrazione degli immigrati.
Lo scenario in atto da parte del governo ,della stessa CISL,e’ quello di invitare al non voto.
Una strategia per cancellare la partecipazione  e la modifica delle attuali gravi condizioni occupazionali,salariali ed il  precariato.
L’esperienza del 1985 in Basilicata,e non solo, insegna che è possibile ottenere risultati positivi di partecipazione al voto e per l’esito con la mobilitazione di tutte le forze democratiche che credono nella attuazione della costituzione e nel progresso.
Nel 1985:furono creati comitati di base unitari nei luoghi di lavoro,nei Comuni,nelle scuole ,nei centri Culturali.Si apri un vasto mondo che supero per estensione i gruppi dirigenti e gli iscritti di partiti,sindacati,organizzazioni professionali e culturali per diventare una larga comunità in lotta che incise molto.
Il risultato venne raggiunto
Pietro Simonetti
CSERES