Cari Red-Pinguini… oggi vi racconto di qualcosa di ridicolo se non peggio…
Stavo dando un’occhiata ai log del blog quando mi sono imbattuto in qualcosa che, vista la quantita’ di lettori che ho, mi ha lasciato perplesso… adesso vi racconto…
Correva la fatidica giornata del 13 settembre, quando un manipolo di zelanti esploratori digitali ha deciso di dedicare ore preziose della propria esistenza a questo modesto presidio letterario. Centinaia di visite concentrate in un battito d’ali, coordinate con il rigore d’una parata militare eppure tradite da una goffaggine degna d’una commedia dell’arte.

Le carte di bordo parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: decine di scorribande con il medesimo blasone d’oltremare, registrate sotto le insegne della rete 82.80.*.*. C’è chi ha bussato per ben 386 volte consecutive travestendosi prima da fiero utente Ubuntu su Chrome, per poi passare il testimone ai commilitoni in livrea Windows, alternando maschere Opera e Chrome nel vano tentativo di confondere le acque.
Un pellegrinaggio frenetico, iniziato dalla porta maestra della Home Page e culminato, guarda caso, proprio nell’anticamera del pannello Admin. E mentre un emissario si affannava a scandagliare la pagina d’uscita per violare l’inviolabile, altri compari d’arme si premuravano di setacciare con minuzia chirurgica i titoli più caldi: dal periglioso scacchiere “Dall’Iraq all’Iran: il pericolo…” fino alle stoccate morali di “Si dicono democratici… lo…” e “Il primo attacco e’ stato sf…”.
L’intento trasuda da ogni singolo byte: profilare, scovare il retrobottega, comprendere da che parte batta il cuore o si orienti l’intelletto dell’autore. Si sperava forse di rinvenire l’archivio clandestino delle cospirazioni, una confessione ideologica inconfutabile, o chissà quale trama ordita dietro le quinte.
Ebbene, a missione compiuta, un interrogativo sorge spontaneo: ne è valsa davvero la pena?
Se le vostre spie binarie sono riuscite a farsi un giro panoramico fin dentro le stanze dei bottoni prima di congedarsi, complimenti per la gita: mi auguro che la mobilia sia stata di vostro gradimento. Se invece avete solo fatto scorpacciata di log aridi e polvere d’interfaccia, la beffa è ancor più sublime. Avete mobilitato algoritmi, camuffato impronte e consumato silicio per carpire ciò che è già scolpito a chiare lettere davanti agli occhi del mondo intero. Il mio pensiero non vive di sotterfugi né dimora nelle segrete stanze: sta lì, saldo e immutabile, offerto alla pubblica piazza con limpido disdegno per chiunque cerchi padroni o delatori.
A lorsignori dunque — impavidi bucanieri del nulla, cartografi di porte aperte e censori dell’ovvio — non possiamo che rivolgere il nostro più reverente commiato. Riavvolgete i vostri cavi, reimbarcate i vostri server e vogliate cortesemente incamminarvi, con passo celere e senza voltarvi indietro, verso quel remotissimo e proverbiale lido ove l’aere non conosce favonio e la luce del sole mai tramonta: in quell’ameno e desolato recesso dell’ignominia ove è costume antico che le genti moleste e perdigiorno vadano, per diritto naturale e universale acclamazione,
A FARSI BELLAMENTE FOTTERE!!!.