Cari Red-pinguini, oggi passo la parola al nostro esperto di viaggi della speranza sui trattur… pardon sulle tratte ferroviarie lucane: Tonino “venti minuti”

Comincia sempre così: una lucina arancione sul display a matrice di punti della stazione, un sussulto d’ottimismo mal riposto e quella scritta malefica che ormai è il mio marchio di fabbrica, la mia croce e il mio battesimo laico: “Ritardo: +20 min”.

Venti minuti. Una menzogna scientifica, un placebo per non farci dare fuoco alle pensiline. Perché quei venti minuti diventano quaranta, poi sessanta, finché l’altoparlante gracchia metallico che il treno è soppresso e che il solito bus sostitutivo con la frizione andata e le sospensioni fracassate vi aspetta nel piazzale. Lì parte il mio rosario personale. Non quello con l’Ave Maria: quello in cui sgranello santi uno a uno, a rate, tirando giù il firmamento celeste fino a chiudere la liturgia col gran finale dedicato a lui, il santino laico delle nostre sventure quotidiane, l’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità.

Mentre io stavo sul piazzale gelato della stazione di Castel Lagopesole ad addentare il mio panino con frittata di cipolle e peperoni cruschi — la razione K avvolta nella stagnola per non perire d’inedia durante l’ennesima glaciazione ferroviaria — a Potenza andava in scena il capolavoro dell’anno. Si sono riuniti. Hanno convocato l’Osservatorio permanente per la mobilità. Permanente, capito? Come i cantieri eterni sulla Basentana o come il mio stato vegetativo in attesa della coincidenza a Potenza Inferiore.
C’erano tutti. Un banchetto da nozze d’oro. Province di Potenza e Matera, Anci Basilicata, i grandi capi di Trenitalia, l’Anav, i professoroni dell’Università della Basilicata con le cartellette sotto braccio, i sindacati, le associazioni datoriali e persino Federconsumatori. C’erano tutti i padroni del vapore, mancava solo il carbone. Mancavo io con la coperta termica nello zaino, mancavano le centinaia di cristi che ogni mattina affrontano la steppa appenninica e scommettono stipendio e fegato su corse fantasma. Non un posto riservato a chi prende la prima corsa col buio pesto. Nessun comitato pendolari. Nessuna voce che potesse alzarsi e chiedere con brutale semplicità: scusate, ma voi su una littorina nostra ci siete mai saliti prima che schiatti il motore in mezzo alla campagna?
Hanno parlato per ore con la solita lingua di velluto e cera lacca: Alta Velocità, la favola della Ferrandina-Matera che ormai ha fatto la muffa negli archivi borbonici, la Potenza-Romagnano, il raddoppio selettivo Grassano-Bernalda, la linea per Foggia ridotta a un binario morto dello spirito, i cantieri, le interruzioni, la nuova mirabolante gara per il Trasporto Pubblico Locale. L’hanno definita una procedura solida, ponderata, fatta con rigore e soprattutto “senza fretta”. Senza fretta! Ditelo a me, che guardo lo schermo crepato dello smartphone con tre app aperte che litigano tra loro dandomi tre orari incompatibili, mentre stringo nella tasca l’orario cartaceo FS del 2004 ingiallito come un testo sacro per dimostrare all’autista del bus sostitutivo che quella corsa, vent’anni fa, esisteva davvero. La fretta ce l’abbiamo noi di non farci licenziare, di non arrivare all’ospedale a visita chiusa, di non tornare a casa quando la famiglia dorme già da tre ore.

E l’assessore, con la solennità dei grandi statisti, ha chiuso il simposio garantendo che tutto procederà “nell’interesse primario degli utenti e dei territori”. Viene quasi la commozione. Gli utenti, però, erano rimasti fuori dal palazzo: chi bloccato al bivio con le quattro frecce accese, chi a piedi perché i distributori sulla Jonica e sulla Bradanica sono a secco tra scioperi e rincari, chi a bestemmiare in silenzio dentro una vettura scassata che perde liquido radiatore sulla statale.

Per lavarsi la faccia hanno fatto sedere Federconsumatori. Ma fatemi il piacere. Con tutto il rispetto per chi contesta la bolletta della luce o la garanzia della lavatrice, il pendolare non è un consumatore con lo scontrino in mano: è un penitente che si gioca la vita sui binari. Se davvero avessero voluto sentire come stanno le cose sul pianeta Terra, a quel tavolo avrebbero dovuto inchiodare quelli del CIUFER, il Comitato Utenti Ferrovie Regionali. Quelli che conoscono ogni bullone arrugginito, che registrano ogni soppressione e che le carte le sanno leggere meglio dei burocrati. Invece niente, porte sbarrate al CIUFER. Troppo pericoloso far entrare chi conosce la verità. Hanno lasciato fuori persino sindacati del settore come Confsal e Fast Confsal, che sono rimasti a gridare sul pianerottolo. Si sono fatti la riunione tra amici intimi per darsi ragione da soli e scambiarsi complimenti a porte chiuse.

Noi intanto stiamo seduti sopra il più grande giacimento petrolifero della terraferma europea: galleggiamo sul greggio, paghiamo il gasolio come se fosse profumo parigino e quando vogliamo muoverci ci offrono un tavolo di concertazione. Un Osservatorio permanente che non osserva una mazza, se non l’ombelico di chi lo presiede.

Prendetevi venti minuti la prossima volta. Non per fare l’ennesima conferenza stampa, ma per venire alla stazione di Castel Lagopesole o a quella di Ferrandina alle sei del mattino. Vi offro metà del mio panino con la frittata, una sorsata di caffè amaro dalla borraccia e vi presto la coperta termica. Poi ne riparliamo di rigore, di visione e di mobilità integrata.

Insomma, cari amici e utenti del TPL,  all’Osservatorio di Potenza hanno apparecchiato l’ennesimo banchetto a porte chiuse, ma a furia di rimandare le soluzioni di venti minuti in venti minuti, hanno dimenticato che prima o poi pure i santi del nostro calendario finiscono.

Ciauz e alla prossima

Fonti analizzate:
  • PotenzaNews.net – Resoconto sui partecipanti e sui lavori della prima seduta dell’Osservatorio permanente per la mobilità della Regione Basilicata (focus su TPL, Alta Velocità e collegamenti regionali).
  • Ufficio Stampa Giunta Regionale di Basilicata (AGR) – Note dell’Assessorato a Infrastrutture e Mobilità sulle linee guida del bando per il Trasporto Pubblico Locale e la continuità dei servizi.
  • Comunicati sindacali Confsal Basilicata e Fast Confsal – Note di protesta ufficiale per la mancata convocazione delle relative sigle dei trasporti al tavolo regionale.
  • Dossier CIUFER (Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali) – Monitoraggio permanente, rilevazioni sui ritardi storici, soppressioni corse e vertenze dell’utenza pendolare lucana su gomma e ferrovia.

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