Nel novembre 2022 la Regione Basilicata inaugurò trionfante il suo “Bonus Gas”, promettendo addirittura bollette azzerate per anni. Un accordo con Eni, Shell e TotalEnergies garantiva alle famiglie lucane “l’azzeramento dei costi del gas” e dell’IVA. L’adesione fu straordinaria: nei primi 15 giorni del bando si contavano già circa 100.000 autocertificazioni – vale a dire quasi il 60% della popolazione adulta. Si parlava di “misura storica a costo zero”, di gas gratis per tutti.
Nel frattempo, il presidente Vito Bardi (Forza Italia) cavalcò l’onda elettorale: in una conferenza stampa post-elettorale disse esplicitamente che dalla fase successiva (settembre 2024) il contributo sarebbe stato erogato direttamente dalla Regione, ripristinando di fatto il mercato protetto e la “gratuità” del gas iniziale. In sostanza: Basilicata prometteva gas gratis come ai tempi del mercato tutelato, anziché affrontare il libero mercato. Tutto era mirato a incassare consensi in campagna elettorale, con promessa di continua “gratuità” del gas.
Ma facciamo un piccolo riepilogo…
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Novembre 2022 – Lancio del Bonus Gas: la Regione lancia il bando per il “Bonus Gas Basilicata”, finanziato dai fondi ambientali delle compagnie petrolifere. Promette gas a costo zero ai residenti; già nei primi 15 giorni 100.000 lucani aderiscono.
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Aprile 2024 – Campagna elettorale: il governatore Bardi viene rieletto e rilancia la misura. In conferenza stampa giura che da settembre “si tornerà a quella forma di gratuità che c’era all’inizio”, assicurando che la Regione riprenderà in mano la fornitura per ripristinare il gas gratis.
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Marzo 2025 – Nuovo Disciplinare regionale: la Giunta approva un nuovo disciplinare di attuazione (del. n. 202500081 del 5/3/2025), stabilendo che per accedere al bonus i cittadini dovevano firmare contratti con condizioni economiche “standard” fissate dalla Regione.
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13 giugno 2025 – TAR sospende il disciplinare: il Tribunale Amministrativo Regionale accoglie i ricorsi delle aziende gas, sospendendo con provvedimento cautelare il nuovo regolamento regionale. I giudici rilevano che solo l’ARERA può stabilire le tariffe gas, e segnalano possibili danni economici alle imprese.
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Agosto 2025 – Arrivano i conguagli in bolletta: migliaia di famiglie lucane ricevono bollette con supplementi retroattivi, spesso “salatissimi”. I conguagli spettano perché il bonus originario era calcolato su consumi stimati (2022-23) e ora, con i dati reali, va recuperata la differenza. In alcuni casi le richieste superano i 300–400 euro per utenza. Paradossalmente chi ha consumato meno gas si trova a dover restituire somme ingenti.
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25 agosto 2025 – “Atto finale” della Giunta: in seduta straordinaria la Regione approva un nuovo disciplinare che definisce il recupero dei conguagli («saranno ammortizzati nelle dieci bollette successive»). Subito dopo però chiarisce il punto più clamoroso: “non si applica la prescrizione biennale prevista dalla normativa nazionale”, perché si tratta di fondi pubblici e i conguagli “sono sempre dovuti”. In pratica, la Regione dà mandato ai fornitori di recuperare le somme anche oltre il limite di 2 anni previsto dalla legge statale.
Da misura anticrisi a esercizio di propaganda: col passare del tempo il “Bonus Gas” lucano si è trasformato in un groviglio di contraddizioni. All’inizio tutti i lucani festeggiavano: «Azzeriamo le bollette del gas», gridava la Giunta, raccontando una storia allettante. Oggi però l’eco di quelle promesse è amara. L’ADOC di Basilicata non usa mezzi termini: «Avevano promesso il gas gratis per tutti per 9 anni e si sono rimangiati la promessa», denunciano i consumatori. Promesse di “trasparenza e correttezza” si sono infrante contro la realtà.
I fatti sono chiari: il bonus fu avviato in fretta – era urgente aiutare le famiglie dopo l’impennata dei prezzi post-2/2022 – ma senza meccanismi solidi. Chi ha consumato meno gas ora paga per questa “improvvisazione” del provvedimento. L’opposizione dem commenta amaro: «Una promessa elettorale pagata con i conguagli. Oltre i voti, ora si chiedono anche i soldi?». Il messaggio agli elettori pare essere stato: conviene sprecare gas, perché solo così non devi restituire niente. I consiglieri di centrosinistra battono su un punto: il bonus è stato lanciato durante la campagna elettorale come una ricetta “magica e indolore”, ma oggi «i lucani non stanno ricevendo un bonus, bensì pagando la promessa elettorale su cui Bardi ha chiesto i voti».
Gli effetti peggiori del pasticcio si vedono in bolletta. Come ha spiegato il TGR Basilicata, il “pasticcio dei conguagli” ha prodotto richieste spesso esorbitanti: «Le richieste di denaro delle compagnie energetiche – spesso esorbitanti – saranno spalmate sugli accrediti del bonus nelle prossime dieci bollette». In pratica, il contributo futuro si ridurrà per permettere alle famiglie di pagare i recuperi richiesti. Ma molti lucani si sono scoperti a dover restituire somme centinaia di euro per colpa delle stime iniziali, senza alcuna loro colpa, e con residui debiti che si tramandano con un cambio di intestatario.
Le aziende fornitrici, dal canto loro, non sono innocenti: il TAR aveva sospeso il nuovo disciplinare perché la Regione pretendeva di imporre condizioni contrattuali extra (contratti “a condizioni standard”). Queste clausole avrebbero distorto il mercato e danneggiato i venditori, come sottolinea AIGET. I consumatori intanto non sanno più a che santo votarsi: giungono comunicazioni di recupero somme basate su atti regionali (non ancora smentiti in consiglio). L’associazione Federconsumatori Basilicata parla di “grande pasticcio”: chiede subito la sospensione dei conguagli e un tavolo urgente con Giunta, aziende e consumatori per ricalcolare tutto in modo equo.
Il 13 giugno 2025 il Tar Basilicata ha dato un primo schiaffo al progetto regionale: con un’ordinanza cautelare ha sospeso l’efficacia del nuovo disciplinare. I giudici amministrativi hanno stabilito che la Regione non può legiferare sulle tariffe (competenza esclusiva di ARERA). Hanno riconosciuto che il danno alle imprese gas sarebbe prevalente sull’interesse pubblico in assenza di un coordinamento nazionale. Di fronte a questa sospensione, la Giunta ha affermato che – in ogni caso – «nulla cambia per i cittadini beneficiari del Bonus Gas: il contributo continuerà ad essere erogato come sempre». Nella pratica, la Regione rassicura che chi ha già lo sconto non perderà nulla, mentre chi deve restituire vedrà tutto riassorbito gradualmente.
Ma tali promesse appaiono un cerotto ridicolo. Il governatore stesso, solo pochi mesi prima, aveva impartito ordini diametralmente opposti: «le somme notificate dalle aziende verranno “assorbite” e diluite nel corso del tempo dalle future erogazioni del bonus stesso». Tale «trattativa urgente» con le compagnie è stata annunciata solo dopo che i cittadini hanno protestato. L’Adoc attacca la Giunta per «aver continuato a ignorare i consumatori lucani»: serviva umiltà per ammettere gli errori, non spot dell’ultim’ora.
Infine la Basilicata osa mettere la ciliegina sulla torta: capovolge la normativa nazionale sulla prescrizione dei conguagli. La legge statale (art. 1, commi 4-10, L. 205/2017) impone che, per gas e luce, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni. In soldoni, i conguagli riferiti a consumi di oltre 2 anni fa non devono essere pagati. Eppure la Regione, al momento di buttare la polvere sotto il tappeto, proclama il contrario: «non si applica la prescrizione biennale nazionale: trattandosi di un beneficio pubblico, i conguagli sono sempre dovuti». Con un colpo di spugna giuridico la Basilicata stabilisce che l’impegno (in realtà debito) verso il bonus non scadrà mai per i cittadini. In pratica, lo Stato può anche decidere i bonus che vuole, ma nella Basilicata post-2/2025 sembra valere la legge: “bonus sì, prescrizione no”.
Così si chiude la commedia: una legge nazionale azzerata da una delibera regionale, il tutto per evitare che le famiglie ignoranti si godano il diritto alla prescrizione. Le critiche fioccano: Federconsumatori e opposizioni ricordano che non tutti dovrebbero pagare, e denunciano che il governatore Bardi – al solito concentrato a seminare voti – ha trasformato un paradosso amministrativo in un’assurda beffa finale.
Morale della vicenda: la Basilicata ha scoperto che i veri conguagli da restituire non sono solo quelli in bolletta, ma anche quelli elettorali. Politici alle urne e slogan “gas gratis” oggi cozzano con la realtà dei conti. Nel frattempo, i cittadini annaspano tra promesse e prescrizioni, e i lucani più virtuosi apprendono amaramente che “il paradosso è che conviene sprecare, non risparmiare”.
Siamo messi sempre peggio… Alla prossima Red-Pinguini
Fonti: documenti e comunicati ufficiali della Regione Basilicata; articoli di stampa locale e nazionale. Tutte le citazioni sono tratte da fonti verificate.