Se ci fosse da premiare la creatività nell’arte di complicarsi la vita e confondere i cittadini, la Regione Basilicata prenderebbe il primo posto senza rivali. Siamo abituati, in Italia, alla burocrazia che inceppa, rallenta, azzoppa ogni buon proposito, ma ciò che negli ultimi mesi è successo attorno al Bonus Gas lucano ha del grottesco: una partita a poker dove il mazziere, rimasto senza carte vincenti, prova a riscrivere i regolamenti sotto il naso dei giocatori.

Già da tempo i cittadini lucani attendevano risposte concrete al caro bollette: il Bonus Gas avrebbe dovuto sostenere famiglie e condomini, azzerando la voce della “materia prima” in bolletta, una misura presentata con squilli di tromba e promesse roboanti. Ma se l’inizio era il tipico annuncio trionfale, lo sviluppo si è poi perso nel più classico degli intrighi all’italiana: modifiche retroattive, disciplinari sempre nuovi, autocertificazioni piovute dal cielo e conguagli stregati. Un “gioco di mano” degno di un baro che, trovato con le tasche vuote, si reinventa le regole un secondo prima di perdere la posta.

Diciamolo chiaramente: chi pensava che il Bonus Gas fosse la risposta lucana alla crisi energetica deve essersi sentito preso per il naso davanti al balletto infinito di decreti, circolari, moduli e autocertificazioni che la Regione si è inventata. A chi spettava davvero il bonus? Solo ai residenti con prima casa, o anche ai condomini? Bisognava fare domanda, oppure la cosa era automatica? E, dulcis in fundo, che bisogna fare se il fornitore cambia? La Regione, mai paga di rendere la vita semplice, ha risolto creando regole che cambiano più velocemente delle previsioni meteo sulla Sila.

Il vero capolavoro però lo si è visto con la modifica “salva-partecipazione” del disciplinare 2025: d’improvviso chi sperava di poter finalmente pagare meno si è trovato una pioggia di richieste di conguaglio, con importi ricalcolati a sorpresa e, ovviamente, da saldare in comode rate, tutto per correggere bonus erogati “per sbaglio”. La Regione, che fino all’altro ieri assicurava rimborsi e agevolazioni, si è messa così a chiedere indietro soldi calcolati “a tavolino”, come quei giocatori di poker che, non riuscendo a vincere, pretendono di cambiare i punti vincenti a turno ormai finito.

Che il provvedimento fosse rischioso lo hanno capito subito le aziende fornitrici. Non appena la Regione ha tentato di imporre procedure e conguagli retroattivi, si sono mossi in massa: ricorsi, notifiche, insulti velati sui social istituzionali, articoli infuocati e, immancabile, la congiunta protesta degli utenti. Il TAR Basilicata (con la sentenza del 08/10/2025)ha avuto allora il compito di ristabilire un minimo di logica: “Care istituzioni regionali, il diritto a decidere i prezzi del gas è di ARERA, non vostro”. Detto, fatto: disciplinare sospeso, regole azzerate, bonus che torna alla versione “light”, senza il mega pastrocchio dei conguagli a tappeto.

Chi si aspettava autocritica o almeno qualche cenno di imbarazzo dalle stanze regionali però è rimasto deluso. La Regione, superando anche i limiti dell’arrampicata sugli specchi, ha continuato a difendere le proprie scelte, sostenendo che il sistema dei conguagli “serve per evitare sprechi” e “tutelare la categoria più fragile”. Un copione degno di commedia dell’arte, dove il protagonista sorride imperturbabile anche quando il pubblico rumoreggia.

Il bello di questa vicenda è che il pressappochismo regionale si è manifestato senza alcun pudore. Abbiamo assistito a:

  • Regole cambiate più volte della durata di una campagna elettorale media.

  • Procedure amministrative fatte e poi disfatte nel giro di mesi.

  • Chiarimenti ufficiali che hanno confuso anche gli operatori del settore.

  • Tentativi espliciti di ricalcolare i bonus dopo che erano già stati erogati.

  • Richieste di autocertificazioni e dichiarazioni per non perdere il diritto al bonus, anche senza alcun cambiamento reale della fornitura.

La morale? Una Regione che non ha più nulla in mano, come il baro scoperto a bluffare, si ostina a riscrivere la partita per trovare un modo di non uscire sconfitta.

Non sono mancate, ovviamente, le proteste. Associazioni dei consumatori hanno annunciato una class action, mentre nei gruppi di quartiere e nei forum si sono moltiplicate le storie di bollette “pazze”, rateizzazioni senza fine e domande cui nessuno, neanche i call center regionali, sapeva rispondere. Per mesi, le famiglie lucane hanno vissuto con l’incubo di doversi improvvisamente trasformare in giuristi per comprendere cosa dovevano pagare, come, e soprattutto “perché”.

In questa tragicommedia, la Regione ha dimostrato una sorprendente capacità di regredire: da ente pubblico chiamato a tutelare i più deboli si è tramutata in arbitro pasticcione, incapace persino di applicare correttamente la propria disciplina. E mentre il TAR sospende provvedimenti e i cittadini cercano di capire a quale regolamento obbedire, la Regione si ostina in conferenze stampa, dove si giura che “tutto è sotto controllo” e che “nessuno resterà indietro”.

Peccato che siano rimasti indietro, confusi e spesso infuriati, proprio coloro che avrebbero dovuto essere i beneficiari del Bonus.

Non resta che riderci sopra, visto che la realtà ha superato la fantasia. Immaginate di essere a un tavolo da poker dove il mazziere, rimasto senza assi, scambia carte, chiama il jolly, cambia il valore delle fiches e, quando qualcuno protesta, si inventa nuove istruzioni. Ecco, questo è quanto accaduto al Bonus Gas: siamo arrivati al punto che la sola vera strategia per non perdere è restare immobili, aspettando che il prossimo giro di regolamenti porti di nuovo la palla al centro e le regole tornino quelle vere.

In fondo, la Regione ha giocato la sua partita tentando di correggere a posteriori mosse sbagliate, come l’esperto di poker che, rimasto “in bianco”, si finge organizzatore per non uscire da vincitore mancato. Il risultato? Una figuraccia colossale, tante famiglie insoddisfatte e il silenzioso imbarazzo di chi, dal palazzo, tenta di fingere che il problema non esista.

A tutti gli utenti lucani, quindi, non resta altro che fare attenzione: il prossimo bonus, la prossima agevolazione energetica pensata dalla Regione potrebbe cambiare faccia a metà partita, giusto in tempo per complicare ancora di più una burocrazia che avrebbe dovuto semplificare, non confondere.

La lezione, paradossalmente, è chiara: non fidatevi troppo degli annunci in pompa magna, chiedete sempre il testo ufficiale e incrociate le dita che il regolamento non venga modificato… mentre siete già in partita!

Insomma, cari Red-Pinguini il Gran Circo Bardium contina a mostrare la sua vera faccia… Incompetenti prestati alla politica e politici, pardon, politicanti, che poco e nulla hanno a cuore la regione…

Di Admin