Cari Red-Pinguini… ormai siamo ad un passo dal burrone (e con un piede gia’ oltre)… Il governo italiano si piega al ruolo di “fiancheggiatore” delle illegali scorribande militari USA-Israele contro l’Iran, aprendo basi come Sigonella e Aviano a operazioni non autorizzate dall’ONU. Mentre il Medio Oriente implode in una guerra regionale, Giorgia Meloni snobba il Parlamento per un comodo monologo radiofonico, lasciando ministri Tajani e Crosetto a coprire le falle.
“Fiancheggiatore” non è un epiteto gratuito, ma un termine preciso: chi fornisce supporto logistico, rifugio o copertura a un’azione criminale senza sporcarsi direttamente le mani, esattamente come accadeva negli anni di Piombo (1969-1982), quando gruppi eversivi di destra e sinistra usavano “fiancheggiatori” civili per nascondere armi, auto o terroristi, facilitando stragi come Piazza Fontana o Bologna. Oggi, l’Italia del governo Meloni replica lo schema: concede basi USA (Sigonella in Sicilia, Aviano e Vicenza in Veneto) per rifornimenti, droni Global Hawk e cargo verso l’Iran, senza voto parlamentare esplicito né mandato ONU. Dall’inizio dell’escalation, Sigonella è trampolino per operazioni logistiche USA, con voli cargo da Cipro e sorveglianza Muos a Niscemi – un sostegno indiretto a bombardamenti che hanno colpito Teheran, siti nucleari e la leadership iraniana. Risultato? L’Italia si espone a ritorsioni: l’Iran ha già lanciato droni su basi USA in Golfo, e Hormuz è chiuso, con bollette energetiche alle stelle per noi europei. Un parallelismo amaro: allora i fiancheggiatori alimentavano terrore interno; ora, caos globale, con Roma come pedina di Washington.
Ma facciamo un recap… La crisi esplode il 28 febbraio 2026: alle 02:15 italiane (Operation Epic Fury / Ruggito del Leone), USA e Israele lanciano raid massicci su oltre 500 target in 28 province iraniane – Teheran, Parchin, Fordow, Natanz, palazzo di Khamenei assassinato, marina e Guardie Rivoluzionarie annientate. Adnkronos riporta: “Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran nelle prime ore del 28 febbraio, offensiva ampia e massiccia”. Sky TG24 minuto per minuto: alle 07:30 Katz annuncia “attacco preventivo”, sirene in Israele; Iran risponde con “Truth Promise 4”, missili su basi USA e chiusura Hormuz. Reuters e CNN confermano: Trump twitta “l’ora delle libertà per l’Iran è vicina”, mentre Oman denuncia “aggressione illegale”. Escalation: 1 marzo, droni iraniani su Golfo; 2 marzo, IDF raid su Teheran; 3 marzo, Sigonella scalo per cargo USA da Souda. ANSA e Adnkronos cronaca live: esplosioni a Teheran, fumo visibile, rischio nucleare “cancellato” secondo USA, ma IAEA protesta. Il mondo reagisce: Guterres ONU “pericolosa escalation”, Cina “violazione Carta ONU”, UE “moderazione” da Parigi-Londra-Berlino. BBC e Al Jazeera: “Guerra aperta, Medio Oriente sul baratro”.
E non parliamo nemmeno della figuraccia (involontaria) di Crosetto… Mai successo che un ministro della difesa, di un qualsiasi paese convolto direttamente o indirettamente, si trovi sullo scenario di guerra al momento dell’inizio delle ostilita’…
L’attacco viola palesemente la Carta ONU: art. 2 comma 4 proibisce “minaccia o uso della forza” contro integrità territoriale; art. 51 autodifesa solo post-attacco; art. 42 richiede CdS per coercizione. Nessuna risoluzione ONU autorizza strikes “preventivi” su nucleare iraniano – Oman mediava accordo a Ginevra 48 ore prima! Crosetto in Aula: “Attacco USA-Israele fuori dal diritto internazionale”; Tajani: “Deciso in autonomia, Italia avvertita post-factum con Germania e Polonia”. Eppure, basi italiane usate: accordi bilaterali USA-Italia (dal Dopoguerra) non coprono guerre non-NATO né offensive unilaterali; Trattato Bases Straniere proibisce. Tajani rilancia il suo mantra del 2025: “Diritto internazionale vale fino a un certo punto” – filosofia da giungla, non da Stato di diritto, e se questo e’ vale anche che “I trattati valgono fino ad un certo punto!”. Reuters nota: Italia tra pochi europei “consultati” solo dopo; Francia, Germania spingono diplomazia IAEA.
Il 4-5 marzo 2026, solo Tajani-Crosetto informano commissioni Esteri-Difesa: “Rischio allargamento, impatto Hormuz, valutare presenza italiana” – ma senza impegno su basi. Meloni? Assente, preferisce RTL 102.5 il 4 marzo: “Non siamo in guerra, ci atteniamo ad accordi bilaterali; caos del diritto internazionale preoccupa, ma decideremo col Parlamento… imprevedibili escalation”. Adnkronos: “Meloni in Parlamento l’11 marzo dopo critiche opposizioni”; opposizione (Schlein, Fratoianni) accusa “fuga dal confronto”. Sky TG24: Premier su tasse speculatori bollette e giustizia, ma su Iran vaga. Storico: Meloni evita Aule su crisi scottanti, delegando ministri – tattica da “premier radiofonica”.
Conseguenze per l’Italia: Da Fiancheggiatore a Bersaglio
Concedere basi espone: droni Global Hawk da Sigonella sorvegliano Iran, MUOS Niscemi coordina; ritorsioni possibili su nostre navi o alleanze. Economia: Hormuz chiuso, petrolio +50%, bollette salgono (Meloni ammette “pronti a tassare speculatori”). Geopolitica: Italia isolata in UE, Cina-Russia condannano; NATO monitora ma non endorsa. Domanda: chi paga? Cittadini con caos energetico, mentre governo “valuta aiuti Golfo”.
Meloni-Tajani-Crosetto: fiancheggiatori di un’aggressione USA che infiamma il mondo, snobbando ONU e Parlamento per radio e accordi segreti. Come negli Anni di Piombo, i veri colpevoli restano protetti; noi, pedine. Basta basi a guerre altrui – richiediamo voto immediato e ritiro!
Insomma cari Red-Pinguini l’italia (il minuscolo e’ voluto) resta quella che descriveva Dante… «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!» (Purgatorio, canto VI, vv. 76-78), siamo ampiamente e , meritatamente in un mare di merda!
Fonti Principali
Adnkronos, ANSA, Sky TG24 per cronologia.
Reuters, CNN, BBC via report aggregati.