Cari Red-Pinguini… Ci sono giorni in cui guardarsi attorno fa venire un travaso di bile. Ditemi se capita anche a voi: mancano mesi alle urne, la campagna elettorale comincia a scaldare i motori e, invece di parlare di stipendi da fame, sanità a pezzi o bollette che strozzano le famiglie, l’unica cosa su cui sembrano tutti d’accordo nei palazzi che contano è una sola:
comprare armi.
Tante armi. E farlo in fretta.
Fa ridere? No, fa schifo.
Io me le ricordo bene le piazze piene del centrosinistra di qualche anno fa. Le discussioni infinite, i banchetti, le marce della pace da Perugia ad Assisi con i piedi cotti sull’asfalto, l’indignazione sacrosanta contro le guerre d’aggressione e la corsa agli armamenti. C’era un patto non scritto con la base: la sinistra difende la pace, il welfare, i lavoratori; la destra fa gli affari con l’industria bellica.
Bene. Cancellate tutto. Puff. Sparito.
Oggi, guardando chi spinge sull’acceleratore del riarmo europeo — tra piani miliardari come ReArm Europe e la corsa forsennata ad agganciare la soglia NATO del 2% del PIL —, la sorpresa più amara non viene dalla destra di governo. Lì, almeno, sai cosa aspettarti: Fratelli d’Italia con Meloni e Crosetto, insieme alla Forza Italia di Tajani, non hanno mai nascosto la loro vocazione atlantista di ferro. Pure a destra qualche distinguo tattico c’è, con Salvini che calcola le convenienze di bottega facendo l’isolazionista dell’ultima ora per raschiare qualche voto.
La vera commedia dell’assurdo va in scena dall’altra parte della barricata.
Nel centrosinistra l’atlantismo è diventato un dogma cieco. C’è il cosiddetto “terzo polo” — Calenda con Azione e Renzi con Italia Viva — che fa a gara con la destra a chi chiede più obici, più missili e un esercito europeo a tappe forzate, bollendo come irresponsabile chiunque osi fiatare.
Ma il capolavoro dell’ipocrisia si consuma dentro il Partito Democratico. Ai vertici, figure pesanti dell’area riformista e atlantista — da Guerini a Fassino fino a Gentiloni e a gran parte della pattuglia a Bruxelles — spingono per il riarmo e votano stanziamenti militari senza battere ciglio. Dall’altro lato, la segreteria di Elly Schlein si barcamena in un equilibrismo grottesco: sussurra mezze frasi contro l’escalation per non farsi scavalcare a sinistra dal Movimento 5 Stelle di Conte o da Alleanza Verdi-Sinistra, ma alla prova dei fatti la delegazione dem si spacca, vota a favore o scappa nella solita, vigliacca astensione.
Hanno ribattezzato la corsa agli armamenti “responsabilità democratica”. E intanto, il quadro che ne esce è surreale.
Viene davvero da chiedersi: ma i pacifisti si sono convertiti in massa alla logica del piombo, o chi invoca ancora la pace è stato declassato a semplice residuato della storia? Ma davvero chi vuole un’altra via alla risoluzione dei conflitti e’ qualcosa di antiquato? Non in linea con i tempi?
La sensazione è proprio questa. Se provi a dire che le guerre si fermano coi tavoli negoziali e non svuotando i bilanci statali dentro le fabbriche d’armi, ti trattano come un fossile vivente. Un reperto ingenuo del Novecento, un illuso da compatire o, peggio, un traditore al soldo del nemico. Chi occupava le piazze sembra essersi rassegnato a ingoiare l’elmetto, convinto dai vertici che la democrazia si difenda solo sparando più forte degli altri.
E allora diciamocela tutta, senza mezze misure, soprattutto ora che torneranno a chiederci il voto: a che diavolo serve votare questo centrosinistra?
Che senso ha farsi venire il fegato marcio per sostenere chi, un quarto d’ora dopo aver giurato fedeltà ai diritti sociali, vota i crediti di guerra e applica col pilota automatico le ricette dei falchi più duri? Perché un elettore stanco della retorica militare dovrebbe fare la fila ai seggi per sostenere chi taglia il welfare per pagare i blindati?
Tra la destra originale che la potenza bellica la rivendica apertamente e chi la vota con la spilletta progressista sulla giacca, l’ipocrisia dei secondi è quasi più vomitevole. Continuare a votarli fingendo che siano il “male minore” non regge più. Non è pragmatismo: è complicità a testa bassa.
Voi che ne pensate? Il pacifismo è davvero un ferrovecchio superato o sono loro che hanno svenduto l’anima per accreditarsi nei salotti che contano?
Ciauz… alla prossima