Non è la prima volta, e purtroppo non sarà l’ultima: il servizio sostitutivo garantito da Trenitalia continua a mostrare tutte le sue criticità, come accaduto ieri (21/09/2025 ndr) con il bus PZ616 partito da Potenza alle 14:15.

Nonostante le segnalazioni di overbooking e mezzi insufficiente, l’autista, con senso di responsabilità, ha chiamato il gestore per informare che sette studenti erano stati lasciati a terra. La risposta? “Saltare Macchia Romana” per guadagnare tempo, un ordine che avrebbe potuto, e ovviamente l’ha fatto, peggiorare ulteriormente la situazione, e che invece l’autista ha deciso di ignorare, passando comunque dalla fermata. A quel Punto i viaggiatori presenti hanno dato vita ad una protesta spontanea ha bloccato la corsa formando una catena umana, aumentando disagi e ritardi e prendendosela con gli studenti che non avevano nessuna colpa se non quella di essere saliti a Potenza Superiore.

Come ulteriore beffa, il vettore invia un nuovo bus che parte intorno alle 15, come a dire “noi abbiamo sopperito all’esigenza… e’ arrivato in ritardo? Eh… purtroppo capita!”

Lo capiscono i responsabili del servizio che molte scuole hanno attivato la 6^ ora e che questi disagi saranno sempre piu’ all’ordine del giorno?

Questa vicenda è emblematica della scarsa attenzione verso il diritto fondamentale alla mobilità e al rispetto dei passeggeri, sancito chiaramente dal Regolamento UE 181/2011, recepito in Italia con il D.Lgs. 169/2014. Secondo questa normativa, i passeggeri hanno diritto a:

  • Informazioni chiare e tempestive sul servizio e sui loro diritti,
  • Assistenza e compensazioni in caso di negato imbarco, overbooking o insufficienza del mezzo,
  • Rimborso totale del biglietto o reindirizzamento senza costi aggiuntivi,
  • Risarcimento di danni ulteriori come ritardi e disagi;

In situazioni come questa, sia Trenitalia che il vettore sono responsabili. Trenitalia ha il dovere di coordinare e garantire un servizio sostitutivo idoneo, mentre il vettore deve fornire mezzi conformi e sufficienti.

I viaggiatori danneggiati possono dunque:

  • Presentare reclamo formale e richiedere rimborso e indennizzo,
  • Segnalare il disservizio all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, organismo che può avviare sanzioni,
  • Avviare azioni legali per ottenere risarcimenti, basandosi sia sul Regolamento europeo che sul Codice Civile riguardo alla responsabilità del vettore,
  • Fare pressione pubblica per il miglioramento dei servizi fondamentali.

Non si può più tollerare che chi paga un biglietto si ritrovi a terra senza alternative e a subire disagi evitabili, mentre Trenitalia e i vettori scaricano responsabilità tra loro senza dare risposte concrete ai cittadini.

Le istituzioni e Trenitalia (che nelle corse con piu’ alto traffico dovrebbero mettere un loro rappresentante sul bus) devono assumersi le proprie responsabilità prima che crescano ulteriormente malumori e proteste nel pubblico.

Di Admin